Obblighi di chi affitta

Tassa di soggiorno negli affitti brevi in Francia: chi la riscuote, chi la dichiara

In Francia, quando una prenotazione è pagata su una piattaforma, di solito è la piattaforma a riscuotere la tassa e a versarla. Appena il denaro del soggiorno passa da te, direttamente o con un bonifico, riscossione, dichiarazione e versamento spettano a te, alle date fissate dal comune.

Il team di OmniStayAggiornato al 6 min di lettura

La tassa di soggiorno si paga a persona e a notte, nei comuni che l’hanno istituita. A doverla è l’ospite. Qualcuno, però, deve fargliela pagare prima della partenza, versarla al comune e dichiarare i soggiorni. Chi? Dipende tutto dal percorso che ha fatto il denaro del soggiorno.

Chi riscuote, secondo il percorso del denaro

Il Code général des collectivités territoriales (il codice francese degli enti locali) affida la riscossione a chi offre l’alloggio, ai proprietari e agli intermediari che incassano gli affitti (articolo L2333-33). Dal 2019 la impone anche alle piattaforme che incassano per conto di locatori non professionali. La guida dello Stato francese sulle tasse di soggiorno, nell’edizione di giugno 2026, riassume i casi così:

La tua situazioneChi riscuote
Affitti direttamente, senza piattaforma: il tuo sito, un bonifico, un cliente abitualeTu
Locatore non professionale, soggiorno pagato su una piattaforma che incassa per suo contoLa piattaforma, per legge
Locatore professionale, soggiorno pagato su una piattaforma che incassa per suo contoTu, oppure la piattaforma se le hai dato mandato
Piattaforma che non incassa e si limita a mettere in contattoTu, oppure la piattaforma se le hai dato mandato

«Professionale» ha qui il significato dell’articolo 155 del Code général des impôts (il codice tributario francese): più di 23.000 € di ricavi annui per il nucleo familiare fiscale, e più degli altri redditi da lavoro del nucleo. Devono valere entrambe le condizioni. Fai la domanda a ogni proprietario, perché la risposta cambia chi riscuote.

Su Airbnb la questione è risolta nei comuni che applicano la tassa «au réel» (sui pernottamenti effettivi): la piattaforma riscuote la tassa sulle prenotazioni fatte sul suo sito dal 1° luglio 2018, tasse addizionali comprese, e la versa. Il suo centro assistenza dice che l’host, professionale o no, non deve più fare nulla: né riscossione, né versamento, né dichiarazione. Deve solo scegliere il tipo di alloggio giusto nelle impostazioni, perché è il tipo di alloggio a determinare la tariffa applicata.

Alcuni enti locali, però, chiedono comunque una dichiarazione di questi soggiorni. Versailles Grand Parc, per esempio, chiede al locatore una dichiarazione «via tiers collecteur» (tramite terzo riscossore) quando è una piattaforma a riscuotere al suo posto, e una dichiarazione a 0 € nei mesi senza ospiti. Conta la regola del tuo comune: leggi la sua delibera o la sua guida per i locatori, spesso pubblicata sul suo portale per le dichiarazioni.

Il property manager che incassa diventa responsabile della riscossione

Una prenotazione diretta pagata sul conto del property manager, il bonifico di un cliente che torna ogni anno, il soggiorno di un dipendente pagato dalla sua azienda: in tutti questi casi il property manager è l’intermediario che incassa l’affitto. Spetta quindi a lui far pagare la tassa all’ospite, prima della partenza, anche se l’affitto viene saldato più tardi. Poi la versa al contabile pubblico del comune, alle date fissate dal comune stesso, con il prospetto dei soggiorni.

L’importo dovuto è quello in vigore alla data del soggiorno, non alla data della prenotazione. Un soggiorno prenotato a giugno per il gennaio successivo si calcola con la tariffa di gennaio. Se nel frattempo il comune ha cambiato le tariffe, una tassa già incassata va ricalcolata.

Le piattaforme, invece, versano la tassa due volte l’anno, entro il 30 giugno e il 31 dicembre. Non possono né far pagare questo servizio né trattenere una parte della tassa.

Il calcolo per un alloggio turistico non classificato

Un alloggio ammobiliato classificato, da una a cinque stelle, paga una tariffa fissa a persona e a notte, deliberata dal comune. Un alloggio non classificato paga una percentuale: tra l’1 e il 5% del costo della notte a persona, al netto delle imposte, con un tetto pari alla tariffa più alta deliberata dal comune. Il costo a persona si calcola dividendo il prezzo della notte per tutti gli occupanti, bambini compresi. Poi pagano solo gli adulti.

Ecco l’esempio fornito dalla guida dello Stato:

  1. Una coppia con due figli affitta un alloggio non classificato a 150 € a notte. Il comune ha deliberato il 5%, e la sua tariffa più alta è di 4 €.
  2. Costo della notte a persona: 150 € diviso 4 occupanti, cioè 37,50 €.
  3. Tassa a persona e a notte: il 5% di 37,50 €, cioè 1,88 €, sotto il tetto di 4 €.
  4. I bambini sono esenti: la famiglia paga 3,76 € a notte, cioè 11,28 € per un soggiorno di tre notti.

A queste si aggiungono le tasse addizionali, calcolate sulla quota del comune. Il dipartimento può deliberare il 10%: 0,19 € in più per adulto nell’esempio. L’Île-de-France ne ha due, del 15 e del 200%, e una tassa regionale del 34% si applica in alcuni dipartimenti della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, del Sud-Ovest e dell’Occitania. In Île-de-France la stessa notte costa così 5,92 € per adulto: 1,88 € per il comune, 0,28 e 3,76 € per le due tasse regionali, senza contare la tassa dipartimentale, se esiste.

La tariffa deliberata dal tuo comune si trova sul sito della Direction générale des finances publiques (l’amministrazione fiscale francese) dedicato alla tassa di soggiorno, che riporta le delibere di ogni ente locale. Annotala insieme alla sua data: le tariffe possono cambiare ogni anno.

Non pagano la tassa: i minorenni, i lavoratori stagionali con contratto impiegati nel comune, le persone in alloggio d’emergenza o in una sistemazione temporanea, e quelle il cui affitto è inferiore alla soglia fissata dal comune (articolo L2333-31). Non vi è soggetta nemmeno una persona domiciliata nel comune.

Cosa contiene la dichiarazione

Quando riscuoti tu, versi la tassa insieme a un prospetto che dettaglia ogni soggiorno. Per ogni riscossione e ogni alloggio, indica:

  • la data della riscossione e la data di inizio del soggiorno;
  • l’indirizzo dell’alloggio e, se ce l’ha, il suo numero di registrazione;
  • il numero di persone e il numero di notti;
  • per un alloggio non classificato, il prezzo di ogni notte;
  • l’importo riscosso e, se del caso, il motivo dell’esenzione.

Ogni tassa addizionale deve comparire a parte, accanto alla quota del comune: gli enti locali girano poi ogni somma al rispettivo beneficiario. Il comune stabilisce le date di versamento e le modalità di dichiarazione; molti offrono un portale online.

Un mese di property management, in concreto

Prendiamo un mese normale: quaranta soggiorni. Trentadue sono stati prenotati e pagati su una piattaforma che riscuote per il proprietario. Cinque sono stati prenotati direttamente e pagati sul tuo conto. Tre arrivano da una piattaforma che non riscuote per quel proprietario.

I primi trentadue non ti chiedono nulla, a meno che il tuo comune non voglia una dichiarazione «tramite terzo riscossore». Gli altri otto spettano a te: l’ospite deve aver pagato la tassa prima della partenza, poi la tassa va al comune, alla data prevista, con il prospetto di questi otto soggiorni.

Due abitudini evitano la maggior parte degli errori. Nel prezzo di un soggiorno diretto, metti la tassa su una riga a parte: l’ospite vede cosa paga e tu non la confondi con i tuoi ricavi. E non contarla mai nei ricavi del proprietario, né nella base della tua commissione: appartiene al comune, passa soltanto dai tuoi conti.

Domande frequenti

Airbnb riscuote la tassa di soggiorno in Francia: devo comunque dichiararla?

Per i comuni che la applicano sui pernottamenti effettivi («au réel»), il centro assistenza di Airbnb dice di no. Alcuni enti locali chiedono però una dichiarazione di questi soggiorni «tramite terzo riscossore»: segui la regola del tuo comune, scritta nella sua delibera o nella sua guida per i locatori.

In Francia un ragazzo di 17 anni paga la tassa di soggiorno?

No, i minorenni sono esenti. Conta però tra gli occupanti per calcolare il costo della notte a persona in un alloggio non classificato.

La tariffa della tassa è cambiata dopo la prenotazione: quale applicare?

Quella in vigore alla data del soggiorno. Una tassa incassata al momento della prenotazione va ricalcolata se nel frattempo il comune ha cambiato la tariffa.

Fonti

  1. Code général des collectivités territoriales, articoli da L2333-26 a L2333-47, Légifrance (in francese).
  2. Guida pratica «Les taxes de séjour», edizione di giugno 2026, schede 6, 8 e 9, Direction générale des collectivités locales (in francese).
  3. Tassa di soggiorno: novità, tariffe e tasse addizionali, collectivites-locales.gouv.fr (in francese).
  4. Delibere sulle tasse di soggiorno, Direction générale des finances publiques (in francese).
  5. Riscossione e versamento della tassa di soggiorno in Francia, centro assistenza di Airbnb.
  6. Guida alla tassa di soggiorno 2024, Versailles Grand Parc (in francese).

Regole verificate il 23 ottobre 2026. Ogni comune delibera le sue tariffe e fissa le sue date: prima di dichiarare, controlla la delibera del tuo.

Il team di OmniStay