Obblighi di chi affitta

Schedina alloggiati per gli ospiti stranieri in Francia: cosa chiede la legge

Sì, in Francia la schedina alloggiati (la «fiche de police») è obbligatoria, anche per una prenotazione fatta su una piattaforma. Ogni ospite di nazionalità straniera dai 15 anni in su la compila e la firma all’arrivo; tu la conservi per sei mesi e la consegni solo alla polizia o alla gendarmeria, quando la richiedono.

Il team di OmniStayAggiornato al 5 min di lettura

Tutta la regola sta in tre articoli del Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile (CESEDA, il codice francese sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri), gli articoli da R. 814-1 a R. 814-3. Riguardano hotel, campeggi, residenze turistiche e, espressamente, chi affitta alloggi turistici ammobiliati e B&B (chambres d’hôtes). Ecco cosa chiedono, cosa non chiedono e come organizzarsi perché nessuno resti ad aspettare sul pianerottolo.

Chi compila la schedina

Ogni ospite di nazionalità straniera. La parola «straniero» indica qui chiunque non abbia la cittadinanza francese: una belga o un tedesco compilano la loro schedina come un americano. Essere cittadini dell’Unione europea non esonera dall’obbligo.

Dai 15 anni in su, ognuno compila la propria. Un bambino più piccolo viene indicato sulla schedina dell’adulto che lo accompagna. Qualche caso di tutti i giorni:

  • quattro amici spagnoli di 20 anni: quattro schedine;
  • una coppia franco-italiana: una schedina, quella del partner italiano;
  • una famiglia svizzera con due figli di 9 e 16 anni: tre schedine, una per genitore e una per il maggiore, mentre il minore è indicato su quella di un genitore;
  • ospiti tutti francesi: nessuna schedina.

La prenotazione arriva da una piattaforma? Non cambia nulla: l’obbligo è a carico del locatore, non della piattaforma.

Cosa contiene la schedina, e niente di più

L’articolo R. 814-2 fissa l’elenco dei dati:

  • cognome e nomi;
  • data e luogo di nascita;
  • nazionalità;
  • domicilio abituale;
  • numero di cellulare e indirizzo email;
  • data di arrivo e data di partenza prevista.

L’ospite la compila e la firma all’arrivo. La norma chiede questi dati, non una copia del passaporto. Fotocopiare i documenti d’identità significa conservare dati che la schedina non chiede, mentre il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) impone di raccogliere solo ciò che è necessario (articolo 5). Meno dati conservi, meno ne devi proteggere.

Self check-in: la schedina si compila prima

La consegna delle chiavi di persona spesso è sparita, la schedina è rimasta. La cosa più semplice è farla compilare online, con il pre-check-in, qualche giorno prima del soggiorno, e poi verificare il giorno stesso che il numero di schedine corrisponda al numero di ospiti. Nulla impone la carta: il codice prevede perfino che le schedine possano essere trasmesse in formato digitale.

Prendiamo una coppia di Lione che arriva a mezzanotte insieme a un amico canadese, con il codice della cassetta delle chiavi in tasca. Se non è stato preparato nulla, non c’è nessuno a far firmare la schedina dell’amico. Con il pre-check-in, è compilata da tre giorni e l’hai già vista arrivare.

Un ospite che si rifiuta di compilare la schedina: succede. Risolvi la questione prima dell’arrivo, non a mezzanotte sul pianerottolo: scrivi nelle tue condizioni di affitto che la schedina è richiesta per ogni ospite straniero e ricordalo nel messaggio che precede il soggiorno.

Sei mesi, poi si cancella

Le schedine si conservano per sei mesi (articolo R. 814-3). Si consegnano solo ai servizi di polizia e ai reparti della gendarmeria, e solo quando le richiedono. Non c’è nulla da inviare ogni sera, ogni settimana o ogni mese. La CNIL (il Garante privacy francese) ricorda a cosa servono: prevenire le turbative dell’ordine pubblico, aiutare le indagini giudiziarie e ricercare persone nel loro stesso interesse.

Dopo sei mesi, nulla giustifica più la loro conservazione: cancellale, copie cartacee comprese. Durante questi sei mesi, limita chi può accedervi. Chi fa le pulizie non ha bisogno di conoscere la data di nascita degli ospiti, né il proprietario il loro domicilio. La CNIL ricorda anche che gli ospiti devono essere informati dei loro diritti di accesso e di rettifica su questi dati: basta una frase nel modulo.

Da ricordare: una schedina per ogni ospite straniero dai 15 anni in su, compilata e firmata all’arrivo, conservata per sei mesi, consegnata solo alla polizia o alla gendarmeria che la richiede, poi cancellata.

Gli errori da evitare

  • Una sola schedina per tutto il gruppo, a nome di chi ha prenotato: ogni ospite straniero dai 15 anni in su ha la sua.
  • Schedine per ospiti francesi: la legge non le chiede, sono dati in più.
  • Foto dei passaporti inviate via chat al proprietario o al team: la schedina basta, e quelle foto restano poi in telefoni che non controlli.
  • Schedine conservate per anni «per sicurezza»: sei mesi, poi si cancella.
  • Schedine inviate di propria iniziativa alla gendarmeria: le chiede quando ne ha bisogno, non prima.

Quando è un property manager a gestire l’accoglienza

La norma riguarda il locatore. In pratica, spesso è il property manager a far compilare le schedine, perché è lui che invia le istruzioni di arrivo e parla con gli ospiti. Scrivilo nel contratto che ti lega al proprietario: chi fa compilare le schedine, dove vengono conservate, chi le cancella dopo sei mesi e chi risponde se la gendarmeria le richiede.

Pensa anche alle settimane che il proprietario affitta da solo, senza passare da te: per quei soggiorni l’obbligo resta suo. Una frase nel contratto evita che scopra la regola il giorno di un controllo.

Domande frequenti

Un ospite dell’Unione europea deve compilare la schedina alloggiati in Francia?

Sì. La schedina riguarda chiunque non abbia la cittadinanza francese, compresi i cittadini degli altri Paesi dell’Unione.

In Francia bisogna inviare le schedine alla polizia?

No. Le conservi per sei mesi e le consegni ai servizi di polizia o di gendarmeria solo se te le chiedono.

Si può chiedere una copia del passaporto?

La legge francese non la richiede: la schedina basta. Conservare una copia di un documento d’identità significa conservare dati che non ti servono e di cui diventi responsabile.

Fonti

  1. Articolo R. 814-1 del Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile, Légifrance (in francese).
  2. Articolo R. 814-2 dello stesso codice, Légifrance (in francese).
  3. Articolo R. 814-3 dello stesso codice, Légifrance (in francese).
  4. Turista straniero in Francia: la «fiche de police» nelle strutture turistiche è legale?, CNIL (in francese).
  5. Regolamento generale sulla protezione dei dati, articolo 5, CNIL (in francese).

Regole verificate il 23 ottobre 2026 su Légifrance. Gli articoli da R. 814-1 a R. 814-3 hanno sostituito il vecchio articolo R. 611-42 il 1° maggio 2021: una pagina che cita ancora quel numero probabilmente non è più aggiornata.

Il team di OmniStay