Pulizie e team
Autofatturazione: emettere le fatture dei tuoi addetti alle pulizie
Sì, in Francia un property manager può emettere direttamente, a nome dei suoi fornitori indipendenti, le fatture che questi gli indirizzano. È l’autofatturazione. Serve il loro accordo prima della prima fattura, la dicitura «Autofacturation» su ciascuna, e bisogna lasciare loro la possibilità di accettare o contestare ogni mese.
Il 2 del mese mancano sempre le stesse fatture. Una arriva con il totale sbagliato, un’altra dimentica le maggiorazioni della domenica, la terza non ha numero. Per un property manager che lavora con fornitori indipendenti, l’autofatturazione risolve il problema alla radice: emetti tu la loro fattura, a loro nome, in base agli incarichi svolti, e loro la convalidano.
Cosa dice la legge francese
L’articolo 289 del Code général des impôts (il codice tributario francese) consente a un professionista di affidare al proprio cliente l’emissione delle sue fatture. Ogni fattura viene allora emessa a nome e per conto del fornitore, e resta soggetta alla sua accettazione. Ne derivano tre condizioni:
- un accordo dato prima della prima fattura: è il mandato di fatturazione. Mettilo per iscritto, è la tua prova;
- la dicitura «Autofacturation» su ogni fattura, richiesta dall’articolo 242 nonies A dell’allegato II dello stesso codice;
- l’accettazione del fornitore: resta responsabile delle sue fatture, quindi deve poter accettare o contestare ciascuna di esse.
L’amministrazione fiscale francese ammette che il mandato preveda un termine per la contestazione, oltre il quale una fattura rimasta senza risposta si considera accettata. Fissalo abbastanza lungo da essere realistico: una settimana, per esempio, per una fattura che il fornitore riceve sul telefono.
Cosa deve dire il mandato
Basta una pagina. Il mandato indica le due parti, con i loro numeri SIREN (l’identificativo delle imprese francesi), e precisa:
- i servizi interessati: pulizie, biancheria, consegne delle chiavi, a seconda di ciò che la persona fa per te;
- il periodo fatturato, per esempio il mese, e la data in cui la fattura viene emessa;
- la serie di numeri riservata a quel fornitore;
- il termine per accettare o contestare, e cosa succede in assenza di risposta;
- che il fornitore resta responsabile delle sue fatture e delle sue dichiarazioni, e che segnala ogni cambiamento: indirizzo, regime IVA, coordinate bancarie;
- come ciascuna parte può porvi fine.
Un mandato per fornitore, firmato prima della prima fattura che copre. Conservalo per lo stesso tempo di quelle fatture.
Le diciture di ogni fattura
Un’autofattura è una fattura come le altre. Riporta le indicazioni abituali, elencate dall’articolo 242 nonies A: identità delle due parti, data, numero, dettaglio dei servizi, prezzi unitari e totale. Nel nostro caso, si aggiungono:
- la dicitura «Autofacturation»;
- un numero unico in una sequenza continua. La soluzione più chiara è una serie per fornitore, del tipo AF-JR-001, AF-JR-002 e così via;
- per un micro-entrepreneur (il regime francese dei microimprenditori) che non fattura l’IVA, la dicitura «TVA non applicable, article 293 B du CGI» (IVA non applicabile);
- il suo nome seguito da «EI» o «Entrepreneur individuel» (imprenditore individuale), come su tutte le sue fatture.
Il mese, passo dopo passo
- Fine del mese: gli incarichi svolti vengono convalidati, con le loro maggiorazioni e i loro extra.
- Il 1° o il 2: la fattura di ogni fornitore viene emessa a suo nome, con la sua serie e la dicitura «Autofacturation».
- Gli viene inviata subito, con il dettaglio dei suoi incarichi.
- Il fornitore la accetta, oppure la contesta spiegando perché. Una fattura contestata si corregge, poi viene rinviata per l’approvazione.
- Paghi la fattura accettata, alla data prevista dal mandato.
- Il fornitore dichiara all’Urssaf (l’ente francese che riscuote i contributi) quanto ha incassato, ogni mese o ogni trimestre.
Un esempio: un fornitore ha fatto diciotto pulizie a settembre, di cui tre di domenica, con una maggiorazione. La sua fattura del 1° ottobre elenca i diciotto incarichi, le tre maggiorazioni e il totale. La controlla la sera stessa, la trova corretta e la accetta. Il bonifico parte il 5. Nessuno ha dovuto sollecitare nessuno.
Cosa non cambia con l’autofatturazione
Lo status del fornitore. Resta indipendente, con i suoi altri clienti. L’autofatturazione è un modo di emettere le fatture; non dice nulla sul rapporto di lavoro, né in un senso né nell’altro.
Le sue dichiarazioni. Un micro-entrepreneur dichiara all’Urssaf il fatturato incassato, ogni mese o ogni trimestre, anche quando è pari a zero. Conta la data del bonifico, non quella della fattura: una fattura di settembre pagata a ottobre si dichiara con ottobre.
La sua responsabilità. Un errore sulla sua fattura resta suo. È un motivo in più per lasciargli il tempo di leggerla e per allegare il dettaglio dei suoi incarichi.
Gli errori che costano cari
- Un mandato firmato dopo le prime fatture: non copre quelle precedenti.
- Una fattura accettata ritoccata a posteriori: una fattura emessa non si modifica più, si corregge con una nota di credito, anch’essa numerata.
- Un bonifico fatto su una fattura contestata: aspetta la versione corretta, altrimenti paghi due volte lo stesso mese, o l’importo sbagliato.
- Un fornitore passato al regime IVA senza che nessuno lo sappia: la sua fattura deve allora riportare l’IVA. È proprio a questo che serve la clausola che lo obbliga a segnalare il cambiamento.
Per il fornitore, l’autofatturazione è soprattutto una seccatura in meno. Non deve più ricontare i suoi incarichi, ritrovare le maggiorazioni né preparare la fattura la sera del 31. Controlla, accetta, viene pagato. La fattura che riceve gli serve poi per tenere la contabilità e dichiarare quanto incassa.
E la fattura elettronica?
In Francia la riforma è entrata in vigore il 1° settembre 2026. Da quella data, tutte le imprese devono poter ricevere fatture elettroniche. Le PMI e le microimprese dovranno anche emetterle a partire dal 1° settembre 2027, e l’obbligo riguarda anche i micro-entrepreneur in franchigia IVA.
La riforma prevede il caso dell’autofatturazione: la fattura elettronica viene allora emessa dal cliente, a nome del suo fornitore. Le modalità pratiche dipendono dalle piattaforme accreditate. Entro settembre 2027, chiedi alla tua come gestisce le autofatture e l’accordo di ogni fornitore.
Domande frequenti
In Francia un fornitore può rifiutare l’autofatturazione?
Sì. Senza mandato, emette da solo le sue fatture. Puoi inviargli un riepilogo dei suoi incarichi per aiutarlo, ma quel riepilogo non è una fattura.
Serve un mandato per ogni fornitore?
Sì: ogni mandato lega il property manager e un fornitore, con la propria serie di numeri e il proprio termine di contestazione.
E per un dipendente?
L’autofatturazione non lo riguarda: un dipendente riceve una busta paga, non una fattura.
Fonti
- Articolo 289 del Code général des impôts, Légifrance (in francese).
- Articolo 242 nonies A dell’allegato II del Code général des impôts, Légifrance (in francese).
- BOI-TVA-DECLA-30-20-10-30: la fattura emessa da una persona diversa dal fornitore, Bulletin officiel des finances publiques (in francese).
- Dichiarare e pagare i miei contributi, Urssaf (in francese).
- In franchigia IVA, micro-entrepreneur o auto-entrepreneur: la riforma della fatturazione elettronica mi riguarda?, impots.gouv.fr (in francese).
- La fatturazione elettronica è in vigore dal 1° settembre 2026, entreprendre.service-public.gouv.fr (in francese).
Articolo verificato il 23 ottobre 2026. Presenta la regola generale: fai controllare il tuo modello di mandato dal tuo commercialista prima di inviarlo ai tuoi fornitori.
Il team di OmniStay